Fondazione Aldo Della Rocca Ente Morale per gli Studi di Urbanistica Fondazione Aldo Della Rocca
 
    
    
 
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Volume IV - IV Concorso 1960. Il codice dell'urbanistica, a cura di Virgilio Testa, F.A.D.R., Roma 1964.

La scelta del tema per il quarto Concorso Nazionale per monografie, bandito nel 1960, scaturì da una presa d'atto ben definita delle difficoltà e dei dilemmi che, all'epoca, più o meno apertamente, venivano posti agli addetti ai lavori. Da un lato, vi era la diffusa volontà di togliere ogni valore alla legge urbanistica nazionale del 1942 considerata, a torto o ragione, inadatta a realizzare la generale aspirazione verso un costante miglioramento delle condizioni di vita della popolazione; dall'altro, vi era la volontà, diffusa specie fra le giovani leve dell'urbanistica, di sperimentare sistemi seguiti in altre nazioni, a torto o ragione, ritenuti migliori, ma la cui applicazione era incompatibile con un quadro legislativo nazionale che si andava complicando, anche in funzione delle enormi difficoltà applicative, nell'ambito di una nazione che, nei confronti della proprietà privata e di quella collettiva, manifestava sensibilità ed atteggiamenti assai differenziati; un insieme di culture diverse, dal nord al sud, che si era tentato di omogeneizzare sulla base di una legge unitaria. Tutto ciò avveniva in un periodo in cui, più forte, appariva la spinta verso il controllo locale della materia, urbana e territoriale, da parte di Regioni ancora inesistenti, sebbene previste dalla Carta Costituzionale.

Fra le varie ipotesi, enunciate all'epoca nell'ambito disciplinare urbanistico, figurava quella di abolire le leggi nazionali, sostituendole con un vero e proprio Codice nazionale dell'Urbanistica in modo da dare spazio alle Regioni, quando fossero sorte, per legiferare autonomamente sulla base delle singole realtà storico culturali.
Cimentandosi sul tema del "Codice dell’Urbanistica" la Fondazione cercò inoltre di apprestare un materiale di studio di base da fornire alla discussione che si sarebbe aperta sul tema, in occasione dell'Ottavo Congresso indetto dall'Istituto Nazionale di Urbanistica; dai lavori presentati dai partecipanti al concorso emerse evidente ed univoca l'impossibilità pratica di proseguire sulla strada del "Codice". Di "Codice" si poteva e si potrà parlare, infatti, soltanto quando le norme da includervi abbiano superato la prova della loro efficacia ed acquistato carattere di duratura stabilità, radicata nella società a cui esse sono destinate.

 

 
     
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