Fondazione Aldo Della Rocca Ente Morale per gli Studi di Urbanistica Fondazione Aldo Della Rocca
 
    
    
 
Produzione Scientifica ed Editoriale
 
 
Utilizziamo i cookie, anche di terze parti, per alcuni dei nostri servizi. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Ulteriori Informazioni OK
 
:: Produzione scientifica ed editoriale

:: Collana "Studi Urbanistici"

:: Collana "Atti Convegni e ricorrenze"

:: Collana "Ricerca e Documentazione"

:: Collana "Edizioni Anastatiche"

Volume I - I Concorso 1954. Problemi urbanistici di Roma, a cura di Luigi Piccinato, Sperling e Kupfer, Milano 1960.

Nel 1954, alla vigilia dell'impostazione del nuovo Piano Regolatore di Roma - che avrebbe visto la luce otto anni dopo - la Fondazione, nell'indire il primo Concorso Nazionale per monografie, ritenne suo dovere stimolare il dibattito disciplinare sul tema richiedendo ai partecipanti l'elaborazione di analisi sulle antiche e nuove situazioni che condizionavano i problemi della Capitale; situazioni comuni alla maggior parte delle grandi città italiane, in quegli anni alle prese con la ricostruzione del dopoguerra e con i problemi di crescita che erano già chiari fra gli addetti ai lavori. Ci si rendeva conto che il nuovo Piano regolatore della Capitale, con l'impatto che avrebbe avuto sul futuro urbanistico di tutte le altre grandi e piccole città italiane, costituiva il migliore terreno su cui cimentarsi per avviare, nell'intero paese, reduce da un periodo dominato dalla cultura degli sventramenti, un'opera di "ricostruzione" della scienza e della co-scienza urbane.

L'autarchia culturale, che aveva caratterizzato il nostro paese per oltre un ventennio, lo aveva infatti posto ai margini della cultura internazionale riducendo il dibattito urbanistico ad argomentazioni di pura tecnica disciplinare; basta infatti sfogliare un'annata anteguerra della rivista "Urbanistica" per verificare che quasi tutti gli articoli sulla Capitale erano dedicati alle opere di "sistemazione stradale" o a "nuove sistemazioni urbanistiche", termini dietro ai quali si celavano più o meno rilevanti interventi di sventramento dei tessuti preesistenti.

Il tema romano era, inoltre, emblematico di un dibattito - a volte sfociato anche in un aspro scontro dialettico - fra scuole di pensiero, sviluppatosi a partire dagli anni trenta e messo in disparte nel periodo della guerra. Da un lato, la scuola autarchica sviluppatasi all'ombra del regime, che aveva a lungo offuscato la ricerca della conoscenza dei fenomeni urbanistici nella loro complessità, fidando nella certezza che il tutto potesse essere regolamentato da una mano forte statale che non avrebbe tollerato fenomeni di abusivismo più o meno legalizzati; dall'altro, la scuola più aperta all'esterno ed allo studio dello sviluppo dell'arte in altri paesi che già aveva, da tempo, operato un salto di scala nell'ottica regionale.

L'Istituto per gli Studi Romani, infatti, in quel periodo, aveva pubblicato diversi lavori in cui veniva considerata prioritaria la necessità che il Piano regolatore di Roma inglobasse, nella sua sfera di influenza, tutta l'area della metropoli per un raggio variabile dai 30 ai 50 Km.
In tal senso, i lavori presentati al concorso avevano due denominatori comuni: il nuovo ruolo attribuibile allo sviluppo del sistema dei trasporti e lo studio di operazioni urbanistiche di ampio respiro, portate avanti in altre nazioni.

Tralasciando il tema dei trasporti, ben noto, si deve ricordare che, proprio nel decennio precedente la guerra, si era andato definendo il concetto di Regione, inteso come estensione della classica idea urbanistica di città - chiusa all'interno di un territorio storicamente ed amministrativamente ben definito - a quella di un organismo assai più complesso, indefinito e sfumato quanto a confini reali ed i cui termini, più che geograficamente, vengono individuati dalle condizioni socio-economiche prevalenti della zona. Il concetto di Piano regionale, già in quest'epoca, tendeva quindi ad identificarsi con quello di area metropolitana o, se lo si vuole, con quello assai più complesso del campo urbano che verrà definito negli anni settanta.

L'urbanistica italiana si trovava, inoltre, ad affrontare una nuova era di piani regolatori applicando i dettami imposti dalla Legge Urbanistica del 1942 in cui venivano recepite le istanze culturali e progettuali più avanzate, teorizzate negli anni precedenti come, ad esempio, l'introduzione del concetto di piano territoriale per la programmazione coordinata delle attività produttive, sociali ed urbanistiche di vaste porzioni di territorio.

La prima preoccupazione della Fondazione, come si evince dai verbali delle riunioni dell'epoca, fu quindi quella di utilizzare il dibattito sul nuovo Piano regolatore di Roma per indirizzare il pensiero e la riflessione degli addetti ai lavori e degli uomini di cultura, cui era destinata l'applicazione della nuova legge urbanistica nazionale. Questa preoccupazione fu tanto sentita nell'ambito della Fondazione e dei suoi "amici" che, quando si trattò di organizzare i risultati del Concorso, presentando le monografie premiate nel primo volume della Collana "Studi Urbanistici", il Consiglio di Amministrazione, per la prima ed unica volta, fece soltanto un nome a cui affidare la cura del volume: quello del Prof. Luigi Piccinato, uomo di punta dell'urbanistica razionalista, uno dei maggiori rappresentanti del Gruppo Urbanisti Romani, a cui si doveva buona parte degli studi innovativi degli anni trenta ed uno dei pochi oppositori delle idee urbanistiche di Mussolini; oppositore, tanto rispettato dallo stesso Mussolini, al punto da essere inserito nell'elenco dei cinque progettisti dell'EUR, il quartiere che doveva segnare l'apoteosi del regime e la cui parte più umana e vivibile, quella residenziale, si deve alla sua matita ed al suo spirito critico.

 

 

 
     
La Fondazione Della Rocca | Corrado Beguinot | Contatti
Storia, Atti Costitutivi | Attività e Programmi | Produzione scientifica ed Editoriale | Per la Città Interetnica Cablata
     Tutti i diritti riservati © 2007 - 2015
Realizzato da NapoliWeb S.r.l. - Siti web a Napoli